Visto che al pari delle giacche, degli abiti, delle scarpe, delle Ferrari e del Chianti, un altro Made in Italy di qualità raffinata assai apprezzato all' estero è quello delle barche da diporto, in questo settore è voluto entrare Filippo. Che ha inaugurato la scorsa estate il cantiere navale Aqa a Isola Sacra, di fronte all'ultima ansa del Tevere prima della foce, dove c'era uno dei tanti cantieri falliti. «Siamo a un miglio dal mare - precisa Filippo - ma soprattutto a 10 minuti di auto dall'aeroporto, fattore fondamentale in un settore dove la clientela è per definizione internazionale». La vicenda di Filippo è istruttiva per più di un motivo. Intanto perché creare un'attività imprenditoriale a 22 anni è già interessante, e poi perché è riuscito a coagulare intorno a sé un gruppetto di investitori stranieri che gli hanno dato fiducia . «Non parliamo di grosse cifre - precisa -perché l'investimento non è superiore al milione di euro, però questi signori hanno apprezzato la mia idea e mi hanno permesso di partire. Credo che sia un coraggio tipicamente anglosassone». E grazie al Jobs act Filippo può assumere dipendenti a tempo, a seconda dell'andamento degli ordini. Le barche sono del segmento Itama, come dice chi di nautica se ne intende, per tutti sono motoscafoni potenti con una cabina nella punta e altri posti nel pozzetto. Il modello-bandiera è lungo 11,90 metri , e costa fra i 300 e i 350mila euro . «Non bisogna farsi impressionare dal prezzo. Chi ha la passione delle barche d'altura, e per nostra fonuna sono ancora tanti, dai professionisti ai commercianti anche italiani, investe volentieri cifre del genere» . L'avventura è cominciata bene: «Abbiamo venduto due barche che ora sono in costruzione, e al salone di Genova in settembre abbiamo avuto 6mila visitatori di cui 680 hanno dato l' e-mail per avere preventivi e venirci a trovare». Non a caso Filippo sta già pensando di ampliare il cantiere: «Per puntare sui mercati americani e orientali bisogna proporre banche più grosse con più spazio cabinato. Tutto sta nel nome che riusciremo a farci. Noi ce la mettiamo tutta: stiamo creando la rete di broker, l'assistenza post vendita, le strutture logistiche» . L'avventura è appena iniziata .
GLI STUDI
Filosa, contemporaneamente all'inizio dell'attività imprenditoriale, si è iscritto a un master in finanza alla City University di Londra. Il master si chiuderà in giugno.
FIGLIO D' ARTE
Il padre di Filippo Filosa, Antonello, opera da sempre nel trasporto marittimo e ha una concessione per i servizi dello scalo merci del porto di Fiumicino.
IL CANTIERE
Il cantiene Aqa Yacht si trova a Isola Sacra, su una superficie di 10mila metri quadri, ed è dotato di una banchina per l'ormeggio in sicurezza di 25 imbarcazioni.

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